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Un'esperienza unica di arte e musica
Registrare a Villa Medici Giulini: quando il suono ritrova la sua voce originale
C’è un momento, nella vita di ogni musicista, in cui la ricerca del suono perfetto smette di essere una questione tecnica e diventa una questione di verità. Non basta un microfono di qualità, non basta una sala silenziosa: serve che lo strumento stesso racconti una storia autentica. È qui che Villa Medici Giulini entra in gioco, non come semplice location per registrazioni, ma come custode di un patrimonio sonoro che altrove è semplicemente andato perduto. Una famosa casa discografica tedesca, anni fa, ribattezzò questa dimora “nata per la musica”. Non è un modo di dire: nelle sue sale sono nati dischi diventati punti di riferimento, come quelli di Ludovico Einaudi e di Rinaldo Alessandrini, e la tradizione continua ancora oggi, con incisioni dedicate agli strumenti storici della collezione e ai musicisti che scelgono di suonarli. Una delle più recenti porta la firma del fagottista Mauro Monguzzi, che qui ha registrato le sei Sonate op. 14 di Vivaldi insieme al pianista Walter Mammarella: un esempio di come la villa non sia solo uno sfondo elegante, ma un vero e proprio strumento di lavoro per chi cerca un risultato artistico fuori dal comune. Il Teatrino: Il cuore acustico della villa è il Teatrino, una sala da concerto interamente costruita in legno, pensata fin dalle origini per la musica. La sua acustica è un’eccellenza rara, la stessa prerogativa che serve tanto per suonare dal vivo quanto per registrare con la massima precisione. Ma non è l’unico spazio a raccontare questa vocazione: anche il salone centrale, affrescato nel Settecento da Francesco Zuccarelli, si rivela una straordinaria sala da concerto e da registrazione, dove la bellezza pittorica si sposa con una resa sonora sorprendente. C’è però un elemento che rende Villa Medici Giulini un caso unico nel panorama delle location per incisioni discografiche: la possibilità di registrare non su strumenti moderni, per quanto perfetti, ma sugli strumenti storici della sua collezione, tra le più significative d’Europa. Per chi lavora sul repertorio antico, filologico, la differenza è sostanziale. Un clavicembalo o un fortepiano d’epoca non replicano un suono: lo custodiscono. Restituiscono timbriche, risonanze, imperfezioni che nessuna riproduzione contemporanea può davvero raggiungere.
Autunno a Villa Medici Giulini: i colori del giardino storico
C’è una stagione, a Villa Medici Giulini, in cui il giardino smette di essere solo sfondo e diventa protagonista assoluto. È l’autunno, quando la luce si fa obliqua e dorata e il grande parco all’inglese si accende di una tavolozza che sembra dipinta apposta per essere ammirata lentamente, passeggiando lungo i viali secolari. I liriodendri, alberi maestosi che nel resto dell’anno regalano ombra silenziosa, si trasformano in colonne di un giallo intenso e luminoso, quasi metallico. Accanto a loro, i liquidambar virano verso il rosso porpora, l’arancio bruciato, il bordeaux profondo, in un contrasto cromatico che pochi giardini storici in Lombardia possono offrire con la stessa intensità. Anche la carpinata che delimita i parterres del giardino all’italiana cambia veste: le foglie ramate creano un effetto scenografico che accompagna lo sguardo verso la villa, incorniciata dal viale di cipressi e dalle due Cappuccine. Non mancano le sorprese botaniche più discrete ma non meno affascinanti: gli aceri giapponesi che punteggiano il parco con i loro rossi vivaci, i faggi tricolor che custodiscono tutto l’anno sfumature inaspettate, la coppia di querce piramidali che segna con il suo portamento austero uno degli scorci più fotografati della proprietà. È un giardino che, come amiamo raccontare, non smette mai di essere “in fiore”: cambia semplicemente linguaggio, passando dai colori delicati della primavera al manto acceso dell’autunno, fino alla quiete bianca della neve invernale. Passeggiare in questo periodo significa scoprire un luogo che vive, respira e si trasforma — perché a Villa Medici Giulini il giardino non è mai stato pensato come una cartolina immobile, ma come un organismo vivo che la famiglia Giulini cura stagione dopo stagione, esattamente come custodisce la straordinaria collezione di strumenti storici che anima le sale della dimora. Un autunno da vivere, non solo da guardare L’autunno a Villa Medici Giulini non è solo una questione di colori: è la stagione in cui il tempo sembra rallentare e la dimora rivela il suo lato più intimo e accogliente. Le venti camere in stile rustico, distribuite nelle ali laterali della villa, diventano il rifugio ideale per gruppi turistici, associazioni culturali, appassionati di giardini storici, di musica e d’arte

Villa Medici Giulini: una “delizia lombarda” tra Milano e il Lago di Como
C’è un tipo di viaggiatore che non si accontenta. Che non cerca l’hotel con la migliore posizione su Google Maps, né il monumento più fotografato di Instagram. Cerca qualcosa che non sapeva di cercare — e quando lo trova, capisce che era quello il motivo per cui viaggia. Per chi progetta esperienze di viaggio in Lombardia, Villa Medici Giulini di Briosco è esattamente questa scoperta. Una dimora viva, non un museo Villa Medici Giulini non è un palazzo aperto al pubblico nei giorni festivi. Non è una scenografia. È una casa privata, abitata e amata dalla sua proprietaria, Fernanda Giulini, che la custodisce con la dedizione di chi sa di essere la guardiana di qualcosa di più grande di sé. Questa differenza si sente appena si varca il cancello: c’è un’atmosfera di vita autentica, di bellezza quotidiana, che nessuna ricostruzione storica saprebbe restituire. Le dimore storiche più memorabili non sono quelle perfettamente conservate sotto una campana di vetro. Sono quelle in cui qualcuno ancora vive, ancora suona, ancora sceglie ogni mattina di aprire le finestre su quel giardino. Villa Medici Giulini è una di queste. Il giardino: uno dei più antichi della Lombardia Il parco che circonda la villa è una delle ragioni per cui questo luogo merita un posto fisso negli itinerari di chi lavora nel turismo culturale d’eccellenza. Il giardino all’italiana, con i suoi parterres di bosso sagomate a forma di giglio e le due carpinate perfettamente simmetriche, risale al XVIII secolo ed è considerato uno dei più antichi e meglio conservati della Lombardia. Non è una copia, non è un restauro filologico: è il giardino originale, che le stagioni continuano a modellare esattamente come tre secoli fa. A fianco di questa geometria rigorosa si apre il parco all’inglese, con una varietà botanica che cambia completamente aspetto di mese in mese. In primavera le azalee Japonica Perla del Lago tingono il prato di rosa intenso; in estate l’aria si impregna del profumo dei tigli e dell’Olea Fragrans; in autunno i liriodendri e i liquidamber accendono il parco di giallo e rosso, mentre la passeggiata sotto le arcate dei carpini — chiamata storicamente “la
Soggiornare a Villa Medici Giulini durante il Gran Premio d’Italia
Il suono del silenzio dopo il rombo: C’è una stanchezza particolare che arriva dopo un adrenalinica giornata all’Autodromo di Monza. I motori si sono spenti, ma il rumore resta — nelle orecchie, nel petto, in quella vibrazione che sembra accompagnarti ancora a lungo dopo che l’ultima vettura ha tagliato il traguardo. La folla, il caldo, l’adrenalina. Poi il rientro verso Milano o verso Monza stessa: strade intasate, ristoranti stracolmi, hotel rumorosi in una dozzina di lingue, e prezzi che riflettono ogni singolo decibel dello spettacolo. E se invece, dopo la gara, guidassi pochi minuti nella direzione opposta — e ti ritrovassi in un altro mondo? Un arrivo diverso Ogni settembre, il Gran Premio d’Italia trasforma l’intera area Milano-Monza in uno dei luoghi più elettrici d’Europa. Gli hotel si esauriscono con mesi di anticipo e applicano tariffe di conseguenza. Le strade di Milano diventano un teatro di festa che non si quieta mai davvero. È magnifico, certo. Ma la magnificenza a tutto volume, per giorni interi, chiede qualcosa. Villa Medici Giulini, dimora storica sulle colline della Brianza, si trova a poco più di mezz’ora dall’Autodromo Nazionale di Monza. Ed è, in ogni senso, il contrappunto perfetto al weekend del Gran Premio. Qui, il rumore del mondo semplicemente non arriva. Quello che si sente invece, varcando il cancello nella siepe altissima dei carpini, è il fruscio delle foglie, il profumo delle rose, e, se si è fortunati, la voce lontana di un flauto che si perde nel pomeriggio. La logica di scegliere questo posto Durante la settimana del Gran Premio, trovare un alloggio a Milano o a Monza non è soltanto costoso — spesso è semplicemente impossibile, a qualunque prezzo che abbia un rapporto ragionevole con la realtà. Quello che rimane disponibile tende a essere anonimo, affrettato, e del tutto indifferente al tuo bisogno di riposo. Villa Medici Giulini funziona secondo una logica completamente diversa. Le camere sono arredate con mobili antichi, tessuti pregiati e colori caldi che non hanno nulla in comune con il linguaggio dell’industria alberghiera. Alcuni si affacciano sul giardino fiorito, altri sul cortile dei tigli. Alcuni hanno un pianoforte. Tutti dispongono di bagno
Il giardino incantato di Villa Medici Giulini: dove la musica abita tra le piante
C’è un momento particolare, a Villa Medici Giulini, che chi lo ha vissuto difficilmente dimentica. Si entra dal piccolo cancello che si apre nella siepe altissima dei carpini, e all’improvviso il mondo cambia. Il profumo delle rose, il fruscio delle foglie, e poi — inattesa — la voce di un flauto che si leva tra gli alberi. Non è uno spettacolo organizzato per compiacere il visitatore. È semplicemente la vita ordinaria di questo luogo straordinario, dove la natura e la musica convivono da secoli in un equilibrio che nessun progetto avrebbe saputo inventare.Villa Medici Giulini, dimora storica sulle colline della Brianza tra Milano e il Lago di Como, custodisce uno dei giardini storici più antichi e meglio conservati della Lombardia. Per le associazioni culturali e i tour operator alla ricerca di mete autentiche e fuori dai circuiti consueti, questo giardino rappresenta una scoperta rara: un luogo che non si lascia consumare dallo sguardo, ma chiede di essere attraversato lentamente, ascoltato oltre che osservato. Due anime, un unico paesaggioIl giardino si articola in due nature complementari. Da un lato il giardino all’italiana, la cui geometria risale al XVIII secolo: quattro parterres delineati da siepi di bosso sagomate a forma di giglio, racchiusi tra due carpinate rigorosamente simmetriche. La prospettiva che si apre verso il viale dei cipressi e dei pioppi ha la precisione di un disegno architettonico, eppure non è mai fredda — il sole del mattino ne esalta l’ordine luminoso, mentre di notte luci soffuse e sapientemente disposte la trasformano in una scenografia quasi teatrale. Questo giardino all’italiana è considerato uno dei più antichi della Lombardia, ed esercitò un’influenza diretta su giardini nobiliari vicini: la Marchesa Maria Stanga Trecchi lo prese a modello per i suoi possedimenti a Costa Lambro. Dall’altro lato, il parco all’inglese dispiega la sua varietà botanica con una generosità che cambia faccia di mese in mese.In primavera le azalee Japonica Perla del Lago tingono il prato di rosa intenso, mentre i Cornus Florida Rubra, originari della Florida, ricoprono i rami di fiori dalla tinta tenue e delicata. In estate l’aria si impregna del profumo dei tigli, dei ligustri antichi e dell’Olea


Collezione Giulini alla Fondazione Teatro Donizetti, Bergamo
Un’arpa e un fortepiano accompagnano i recitativi di “L’elisir d’amore” e l’Aria “Una furtiva lacrima” al Festival Donizetti 2021

Collezione Giulini alla Fondazione Magnani Rocca
Le arpe della Collezione Giulini alla Fondazione Magnani Rocca per la mostra “L’ultimo romantico”

Il concerto finale della masterclass di Mariella Devia il 31 marzo 2019
Gli artisti sul palcoscenico ricevono l’applauso del pubblico

Il Teatro Sociale di Como a Villa Medici Giulini con i vincitori di AsLiCo
Una serie di concerti dedicati a Rossini è stata realizzata nel Teatrino dal giorno 8 al 10 giugno 2018. Il Presidente del Teatro Sociale di Como Fedora Sorrentino presenta i vincitori.

Orfeo ed Euridice con New Generation Festival il 3 marzo 2018
Maximilian Fane e gli artisti alla fine dell’opera

Sir James e Lady Jeanne Galway nel Teatrino di Villa Medici Giulini il 18 novembre 2017
I flautisti intorno a Sir James e Lady Jeanne che hanno suonato per loro

L’inaugurazione del Teatrino dedicata a Mozart
Il concerto inaugurale del Teatrino dedicato a Mozart con i fortepiani di Anton Walter e il violino Costa appartenuto al compositore